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  flaianesi la sostenibile leggerezza dell'ironia d'autore
 
CUORE DI MIELE
 


  


Orfeo ed Euridice




       "Siamo indecisi a tutto"
           (Ennio Flaiano)


    "Si incontra sempre qualcuno capace di accusarti di
         incomprensione dei grandi momenti storici"
                           (Leo Longanesi)


"Ci vediamo stasera a teatro, le guarderò il posto
finchè non arriva. Quando sarà arrivata se lo
guarderà da sè"
(Groucho Marx; "La guerra lampo dei fratelli Marx")


"Finalmente hanno aperto nel mio quartiere un negozio di
animali difettosi. Puoi prenderti un micio omosessuale, un
cammello piatto, un cane balbuziente..." (Woody Allen)


                    "Così è la vita
                  Cadere sette volte
                     e rialzarsi otto"
(Poesia popolare giapponese. Foto: caduta di Fetonte)


                    "L'Io parla solo quando è ferito"
(Roland Barthes; "Frammenti di un discorso amoroso")


"I giuochi dei più grandi prendono il nome di affari, e quelli dei
fanciulli, per nulla differenti, sono puniti dai più anziani"
                   (Sant'Agostino; "Le confessioni")


6 settembre 2007

ISTRIONI


"E in pieno 1947... la gente non esita gridare al miracolo per il fatto che una gallina di Ancona, due galline milanesi e due galline di Susa hanno scodellato un uovo fuori dal normale. Perchè è tale e tanto nella gente il desiderio di miracoli, oggi che la gente pur di non aver fede in sè stessa, si accontenta di aver fede nelle galline. Questo è il mio parere personale, perchè io, per quanto riguarda il cervello, sono un evasore della legge sugli ammassi."

                                                                     (Giovanni Guareschi, "L'Italia provvisoria")


[Questo scriveva Guareschi nel 1947... temo che ancora oggi l'italiano medio si accontenti dei miracoli delle galline...]
    




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29 agosto 2007

IL VENTO E LA SETE



Il tempo è un viandante che ritira il tuo cuore lasciato fuori dalla porta.

In fondo chiede solo una moneta per un lavoro che nessuno vuole più fare.

                                                                            Flaianesi







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24 agosto 2007

EROE BORGHESE



"Anna carissima,
è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I., atto che ovviamente non soddisferà molti e che è costato una bella fatica.
Non ho timori per me perchè non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire (...) ma il fatto di dover trattare con gente di ogni colore e risma non mi tranquillizza affatto. E' indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perchè per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il Paese.
Ricordi i giorni dell'Umi, le speranze mai realizzate di fare politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato - ne ho la piena coscienza - solo nell'interesse del Paese, creandomi ovviamente solo nemici perchè tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perchè credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo.
I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie.
Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto (...). Abbiano la coscienza dei loro doveri verso sè stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il Paese, si chiami Italia o si chiami Europa.
Riuscirai benissimo, ne sono certo, perchè sei molto brava e perchè i ragazzi sono uno meglio dell'altro (...). Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi. Hai degli amici, Franco Marcellino, Giorgio Balzaretti, Ferdinando Tesi, Francesco Rosica, che ti potranno aiutare: sul piano economico non sarà facile (...).

Giorgio

(tratta da "Un eroe borghese" di Corrado Stajano, Einaudi)


E' il testamento che Giorgio Ambrosoli lasciò alla moglie Annalori. Il liquidatore delle società di Sindona sentiva che stava per essere stritolato da un ingranaggio terribile. L' 11 Luglio 1979 un killer venuto dagli Stati Uniti e assoldato da Sindona gli sparò tre colpi sotto casa, a Milano. Ambrosoli moriva così a 46 anni, lasciando la moglie e tre figli piccoli. solo per aver fatto il proprio dovere ed aver scelto di essere una persona onesta.




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1 agosto 2007

ENIGMI LETTERARI


Il titolo di un libro ha una fascinazione tutta sua, una capacità evocativa che è impossibile spiegare.
E così, può accadere che ti imbatta nella copertina di un libro che non cercavi, che non conoscevi e che forse non leggerai mai... Ma se gli occhi vanno su quel titolo che recita "Per cosa ho vissuto", rimani quantomeno turbato per qualche minuto... O no?
Buone vacanze a tutti voi...




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24 luglio 2007

BENEDETTI POSTINI


Potrebbe essere il gioco dell'estate, a pensarci bene...  Mi è venuto in mente qualche mattina  fa, non sapendo che farmene dell'ennesimo volantino trovato sdraiato e sonnecchiante sotto al tergicristallo. Trovo spesso sulla mia macchina parcheggiata in vari quartieri di Roma dei volantini che pubblicizzano attività commerciali di zona, vicinissime al luogo di volantinaggio.
Ora non li butto più via, li colleziono. Poi, quando trovo l'ispirazione, li imbuco a casaccio nelle prime cassette della posta che mi capitano a tiro (ben lontane da Roma, s'intende), compresa quella di mia madre.
Vorrei essere una mosca per vedere la faccia di un abitante di Tivoli quando legge i prezzi del taglio di capelli della parrucchiera di via della Balduina! E quanto tempo passerà a interrogarsi perchè mai sia arrivato quel volantino nella sua casa così remota da quel negozio!
Semel in anno licet insanire...




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6 luglio 2007

DEDUZIONI


Marshall McLuhan affermava che "Il medium è il messaggio"...
Lo stesso Woody Allen lo chiama in causa in Io&Annie, durante una fila prima di entrare al cinema...
Ebbene, c'è chi ha fatto di più... C'è chi ha dato uno spessore
indimenticabile a questa sua affermazione, a modo suo naturalmente (per questo lo adoro)
"Se abbiamo ben  capito, professore, è inutile aprire le lettere, è il postino che dobbiamo leggere. L'immaginazione al potere. Ma quale immaginazione accetterà di restarvi? La crisi della cultura c'è sempre stata: Shakespeare non sapeva il greco e Omero non sapeva l'inglese"
(Ennio Flaiano)




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21 giugno 2007

NEL SILENZIO


Il 28 Settembre del 1957, circa 50 anni fa, Ennio Flaiano metteva da parte per un attimo
la sua proverbiale e straordinaria vena di cinismo corrosivo, esasperato e sublime...
L'occasione era triste, non voluta, ma c'era, purtroppo...
Ecco cosa scrisse...

"I giornali di stamane danno la notizia della morte di Leo Longanesi... questa di stamattina era più che una notizia cattiva: mi è parsa insidiosa e scoraggiante. Longanesi morto è più di un amico perduto, è la fine di un incontro e di uno spettacolo. Ho pensato a lui durante il giorno e ho capito che gli volevo bene e che lui me ne voleva: ma era il bene "di una volta", quello che non si dice e porta a continui reciproci perdoni. Ho ricordato come l'avevo conosciuto, vent'anni fa, in una birreria dove, dopo quattro chiacchiere, mi disse: "Si metta a scrivere e non perda tempo".
Era il suo modo di convincere i pigri e i delusi della mia specie, in quella gioventù che il fascismo aveva se non bruciata certamente affumicata... Pensare di deludere Longanesi  mi era abbastanza insopportabile, perchè la sua fiducia serviva a scoprire le nostre qualità e a metterle in moto, una fiducia che non bisognava deludere... Di lui mi resta ora il ricordo di un uomo che aveva le migliori qualità e i migliori difetti, e che mi aveva sempre parlato direttamente, senza mai volermi piacere o sorprendere, pronto a litigare e a stendere per primo la mano. E anche il ricordo di un uomo che  aveva il genio di farci prendere sul serio da noi stessi, che è tutto... Di Longanesi ammiravo poi la sua fede nell'opera, nel lavoro, nell'applicazione manuale. Credeva nelle forze che troviamo in noi stessi e tutto il resto non contava. Un giorno gli dissi che egli teneva la sua attività in continua riparazione, come certi monumenti mai finiti. Sorrise... Lo ricordo insomma come un artista e un uomo sincero, mai "personale" nei suoi odi così allegri e impetuosi, un critico innamorato e implacabile, un ammiratore dell'intelligenza altrui, non uno dei tanti che vorrebbero ammorbarci con la loro protezione e il loro consenso. Posso compiangere chi non l'ha visto nè conosciuto così, perchè non ha conosciuto un uomo di grande cuore"




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16 maggio 2007

RICOVERI


"L'avventura sulla quale insiste di più è la sua parentesi in manicomio. Poichè gode tuttora di una piccola pensione,
come mutilato della prima guerra, fu ritenuto pazzo perchè trascurò appunto, per qualche mese, di ritirarla.
E su questa prova, ritenuta fondamentale dagli impiegati... fece tre mesi di osservazione, i più saggi della sua vita"
(Ennio Flaiano, "La solitudine del satiro")




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28 aprile 2007

GLI OCCHI DELLE DONNE


"...e quando è l'amore a parlare il coro di tutti gli Dei rende il cielo inebriato d'armonia...  dagli occhi delle donne io traggo questa dottrina... essi sono le basi, i libri, le accademie che mostrano, contengono e nutrono il mondo intero..."
                                                                                        (W.Shakespeare, "PENE D'AMOR PERDUTE")




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7 aprile 2007

CIO' CHE RESTA


Può accadere, visitando i propri cari,
di ascoltare per caso una frase, un commento, un'emozione di chi ci è accanto,
pur non conoscendosi affatto...
Può accadere di sentir raccontare "tra sè" da un padre canuto e stanco di una vita portata via in giovane età,
di non capirne ancora il motivo,
di esecrare il dover sopravvivere alla propria figlia...
E può capitare di ascoltare un racconto dolce e discreto...
di un orsacchiotto lasciato lì accanto ai fiori da un'amica che non si rassegna all'idea,
a testimoniare ciò che resta di noi quando ce ne andiamo...
E' una sensazione difficile da esprimere...




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